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GIUSEPPE D'ELIA: L'ARTE, LA TRADIZIONE E LA MUSICA (FOTOGALLERY)

GIUSEPPE D'ELIA: L'ARTE, LA TRADIZIONE E LA MUSICA (FOTOGALLERY)
Oggi parliamo di una un'antica professione da bottega che, ai giorni nostri, ha ancora dei validi esponenti anche in Irpinia.
Abbiamo, infatti, incontrato Giuseppe D'elia, un noto artigiano dello strumento di Mirabella Eclano, le cui opere (nella galleria in basso) sono figlie di una storica tradizione manifatturiera, che tiene egregiamente testa al continuo sviluppo del mercato musicale industriale.
 
Prima di diventare una professione, come è nata questa passione per la liuteria?
"Nato tutto casualmente. Da un momento brutto della mia vita è venuta fuori questa passione per la liuteria, dopo che un amico mi aveva affidato un basso. Smontandolo e studiandone le meccaniche, sono rimasto affascinato dal metodo di costruzione degli strumenti. Da lì ho iniziato a costruire chitarre e bassi, leggendo libri e informandomi su Internet, con discreti risultati. Diciamo che questa nuova passione, divenuta poi un lavoro, è stata anche molto terapeutica per la mia vita. Oggi produco chitarre e bassi su ordinazione: ho avuto richiesta, oltre che nei paesi limitrofi, anche a Bari, al nord Italia e in Svizzera".
 
Quali sono le caratteristiche contraddistinguono uno strumento di liuteria da una produzione industriale?
"Nel lavoro a mano tutte le fasi di costruzione vengono seguite minuziosamente e, inevitabilmente, trasmetti la tua essenza nello strumento. Il legno plasmato assume una tua identità. Naturalmente, un artigiano può sperimentare e ovviare ad eventuali difetti in prima persona, ma, trattandosi sempre di una produzione manifatturiera, risulta essere più lenta di quella industriale".
 
Un'opinione riguardo le produzioni industriali odierne...
"I maggiori difetti che riscontro riguardano l'assemblaggio. Anche se poi i tempi sono cambiati da 30 anni a questa parte, non solo per le tecniche di sviluppo, ma anche per la locazione delle produzioni. Molti strumenti costosi non rispecchiano il reale valore dell'opera. Tipo, le produzioni cinesi, come rapporto qualità prezzo, per assurdo, risultano anche superiori".
 
Quali sono le tempistiche di produzione di un singolo strumento?
"Per una semiacustica ci vuole circa un mesetto di lavoro, come anche per l'acustica. I tempi sono dovuti alla realizzazione di dettagli e alla levigazione che mi costano fino a cinque giorni di lavoro. Però, sono proprio le semi acustiche che riescono a soddisfarmi di più in fase di costruzione: mi piace plasmarne la sagoma e crearne le meccaniche".
 
Il lavoro del liutaio, nel 2016, si può considerare “in via d'estinzione”, oppure ci sono ancora artigiani dediti a questa professione?
"Ci sono ancora parecchi artigiani dello strumento. Oggi, oltre che l'amore per la professione, ci si deve anche reinventare il lavoro per via della crisi. Di conseguenza, quindi, ci sono anche persone che si improvvisano. Io amo questo lavoro e, per questo motivo, sono in continua fase di sperimentazione ed evoluzione della mia professione: da poco ho iniziato a lavorare anche su una batteria".
 
Dove hai esposto i tuoi strumenti?
"Ho esposto i miei lavori a Taurasi e Luogosano, anche se non si trattava di eventi propriamente musicali. Mentre, un paio di anni fa, ho portato i miei strumenti alla mostra D'Oltremare di Napoli, ad un evento organizzato dalla rivista “Accordo”.
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