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UNA STORIA ITALIANA: LA NOMINA “PER ALTA FAMA DI SINGOLAR PERIZIA” DI ETTORE MAJORANA ALL’UNIVERSITA’ DI NAPOLI

Di Ettore Majorana si è sempre parlato molto a causa della sua misteriosa scomparsa. Un fisico nucleare che scompare sollecita sempre la fantasia di tutti, ma pochi conoscono la sua vicenda scientifica ed umana.
Era un grandissimo scienziato. Fermi sosteneva che fosse alla pari di Galileo e Newton! E' difficile per noi profani capire l'importanza della sua opera. Basti pensare, però, ai fermioni da lui scoperti che insieme ai bosoni costituiscono una delle due classi fondamentali in cui si dividono le particelle. Tutta la materia conosciuta è composta dai fermioni, che sono responsabili della massa presente in natura. A noi è sufficiente sapere che nel 2003 è stato possibile verificare la sua teoria.
Nel 2014 è stato osservato, dagli scienziati dell'Università di Princeton, un analogo del fermione di Majorana. La prova definitiva della sua esistenza è stata annunciata il 4 aprile 2016 dai ricercatori del Max Planc Institute e dell'Università di Cambridge. Abbiamo detto tutto questo per dimostrare l'importanza delle scoperte di Majorana, che formulò questa teoria nel 1937 con una pubblicazione su “Nuovo Cimento” dal titolo: “Teoria simmetrica dell'elettrone e del positrone”.
Per questa pubblicazione ottenne la cattedra. Aveva intuito qualcosa che ottanta anni dopo sarebbe stata dimostrata e definitivamente capita. Fu sempre sostenuto da Fermi, che lo aiutò ad ottenere una borsa di studio in Germania dove soggiornò lungamente a Lipsia. Erano quasi coetanei: Fermi del 1901, ma già in cattedra a Roma dal 1926; Majorana del 1906, libero docente, frequentava, quando voleva, l'Istituto di Fisica. Fermi racconta che Majorana avrebbe gettato nel cestino delle carte una teoria con cui Heisenberg avrebbe poi vinto il Nobel. Quando nel 1937 si creò la possibilità di una cattedra di fisica teorica a Palermo e fu bandito il concorso, Fermi spinse Majorana a presentarsi. Ettore in quel periodo era preda di un esaurimento nervoso, così dissero i medici e così affermava la famiglia. Non usciva di casa, si era lasciato crescere i capelli, passava il tempo apparentemente studiando argomenti di marina militare e leggendo molto, di tutto: prediligeva Shakespeare e Pirandello. Come è noto, quando si bandisce un concorso per una cattedra universitaria già ne è noto il vincitore. Triste costume italiano a cui gli accademici rispondono che, essendo il livello altissimo, è chiaro che la rosa dei candidati è ristretta ed è prevedibile il vincitore. Sarà!!! Nel 1937 era così ed è stato sempre così fino ai giorni nostri, anche se i vincitori non sempre sembrano particolarmente geniali! Questa volta però è in gioco il grande nome di Giovanni Gentile, poiché è candidato il figlio Giovanni Gentile Junior. La terna dei vincitori doveva essere: Wick, Racah, Giovanni Gentile Junior, ma presentandosi Majorana il discorso mutava totalmente. La ragione per la quale decise di presentrarsi era principalmente, secondo alcuni, la volontà di rompere i giochi già fatti; secondo altri un tentativo di tornare ad una vita normale e di uscire dall'isolamento in cui si era volontariamente sprofondato. Non era un candidato facilmente eliminabile e per il suo profilo scientifico e per l'appartenenza ad una famiglia da sempre impegnata in politica. A tutto questo si aggiunge che lo zio Quirino era stato membro della commissione che mise in cattedra Fermi a Roma a soli 25 anni. E' indiscusso che era un genio, ma una cattedra così precoce lasciava adito a qualche critica che fu placata dalla compattezza degli esaminatori nel lodare il candidato. Quindi un po' di riconoscenza ai Majorana , Fermi la doveva.
Questa famiglia era notissima negli ambienti politici perché il nonno di Ettore, Salvatore Majorana Calatabiano era stato deputato dalla nona alla tredicesima legislatura, due volte ministro dell'Agricoltura e poi senatore del Regno nel 1879.
Anche gli altri zii (Giuseppe, Dante, Angelo) furono deputati. Angelo fu ordinario di Diritto Costituzionale e Rettore dell' Università di Catania. Nel 1904 fu nominato ministro delle Finanze e poi ministro del Tesoro. Durante tale ministero varò la conversione della rendita che riscosse grande successo tra gli economisti e i politici. In predicato di divenire Presidente del Consiglio, morì precocemente a 44 anni. Quindi, come si vede, una famiglia importantissima che, anche se nel 1937 non era più sulla cresta dell'onda, aveva certamente negli anni precedenti stabilito amicizie, tessuto interessi, stabilito contatti, guadagnata riconoscenza ai più alti livelli dello Stato. Non potevano cestinarlo come fecero mezzo secolo dopo con Rizzetto e Rubbia.
A tutto questo si univa la sua cultura ed i meriti scientifici riconosciuti anche all'estero. La sua introduzione nella terna avrebbe comportato l'esclusione del figlio di Gentile. Giovanni Gentile senior era più che un semplice ex ministro dell'educazione, era l'ideologo del fascismo, il filosofo gradito a Mussolini. Rogna terribile per Fermi, Carrelli e gli altri esaminatori. L'impresa si presentò difficile fin dall'inizio. Gentile senior ne discusse con Orso Maria Corbino, direttore dell'istituto di fisica di Roma e propose un machiavello: nominare Ettore Majorana per chiara fama alla cattedra di fisica teorica dell'Università di Napoli e poi svolgere il concorso. Ottima idea, ma l'iniziativa rimandava all'art. 8 del RDL 20-6-37 n.1071 che era stato usato per mettere in cattedra Guglielmo Marconi, già nobel da un bel po' di tempo e riconosciuto genio universale. Che aveva fatto di così importante questo Majorana da essere assimilato ad un Marconi? Bottari indugia un po', forse ne parla con Mussolini visto che è un fatto abbastanza eclatante e può avere una ricaduta politica nel mondo accademico, creando un precedente. Ma poi prevalse questa soluzione per le fortissime pressioni del filosofo.
Il 25-10-1935 la commissione propose ufficialmente al ministro Bottai di nominare “per alta e meritata fama” Ettore Majorana professore di fisica teorica in una Università Italiana. Il due novembre emise il decreto di nomina a Majorana per l'Università di Napoli; a metà gennaio del 1938 tenne la prolusione alla cattedra. Il concorso poté proseguire e terminò con la predetta graduatoria. Il primo, Wick, andò a Palermo; Racah a Pisa; Gentile a Milano.
Fu compiuta così l'antica prassi dei concorsi italioti: gli ultimi si sistemarono meglio dei primi! Mondo fu, mondo è, mondo sarà!
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