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AVELLINO E IL TEATRO: UNA LUNGA “PAUSA DI RIFLESSIONE”

Sembrano diminuire a vista d’occhio le attività culturali di Avellino. La vicenda del Gesualdo ha perfettamente incorniciato il lento declino delle realtà teatrali cittadine ed anche il Teatro 99 posti non può sottrarsi all'inesorabile destino.
D'altra parte, parliamo di strutture che ci sono, ma vengono abbandonate a loro stesse e rese futili allo scopo. Approfondiamo la questione con Elena Spiniello, socia del Teatro di Gluck e del Teatro 99 Posti.
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Quali sono le condizioni attuali del teatro 99 Posti?
“Attualmente il teatro è utilizzato solo come centro studi per laboratori teatrali e di danza, non è possibile fare degli spettacoli e quindi aprirlo al pubblico. Noi del Teatro di Gluck abbiamo operato diverse battaglie affinché potesse riaprire nuovamente, ma al momento possiamo solo sperare che ciò accada. La burocrazia, purtroppo, è molto lenta e ciò ci ha portato a dover chiudere per due stagioni.”
Il Teatro 99 posti è una realtà incastrata nel Comune di Mercogliano, quindi ha subito delle conseguenze dal mancato svolgimento di Castellarte, quest’anno?
“Purtroppo, quest’anno non si svolgerà Castellarte, noi del Teatro vi abbiamo partecipato spesso e conosciamo bene gli organizzatori. Non so quale siano i motivi precisi per cui non sia stato possibile dare il via alla manifestazione, ma eventi di questo genere hanno bisogno di un grande sostegno anche da parte del Comune. Per quanto riguarda noi del Teatro di Gluck, negli anni abbiamo ricevuto un certo aiuto: la struttura del Teatro 99 Posti ci è stata affidata in gestione ed in collaborazione con il Comune abbiamo avuto la possibilità di ristrutturarla; credo che il problema principale sia la velocità e la frequenza con cui le leggi variano, di conseguenza le istituzioni trovano difficoltà a seguire questi cambiamenti repentini, per i quali c’è bisogno di un grande sostegno economico, che non sempre è possibile dare. Non è un momento semplice, ma sicuramente le istituzioni hanno tutto l’interesse di far sviluppare attività locali che arricchiscono la comunità; Castellarte, così come il Teatro 99 posti, in un contesto piccolo come quello di Mercogliano, portava tanti ad usufruire dei servizi presenti nella città.”
Il 99 Posti è immerso totalmente in quella che è la realtà teatrale irpina, sotto tutte le diverse sfaccettature. Un pensiero riguardante la questione del Gesualdo?
“Anche con il Teatro Gesualdo abbiamo avuto delle collaborazioni negli anni. Quella attuale è una situazione difficile da gestire, il teatro ha tanta bellezza così come tante complicazioni. Personalmente, per la gestione del posto, opterei per un direttore artistico che si prenda la responsabilità di far vivere il teatro coinvolgendo le associazioni locali, che lavorano tanto anche se “dal basso “, per così dire. Sicuramente affidare il teatro a qualcuno che ha già esperienza in questo campo è meno rischioso ma, nonostante ciò, potrebbero ugualmente riaffiorare situazioni negative.”
Perché nonostante ci sia impegno da parte delle associazioni locali, si ha l’impressione che queste non abbiano una voce?
“Sicuramente l’informazione è la chiave, si deve arrivare ai giovani con il giusto canale di comunicazione. Non credo di poter parlare di una realtà giovanile totalmente assente, almeno per quanto riguarda il Teatro di Gluck. A mio parere, nel momento in cui si avanzano delle proposte valide ed interessanti, i giovani rispondono ed anzi divengono la linfa vitale delle associazioni.”
Qual è l’appello finale per giovani avellinesi?
“Continuate ad innamorarvi della cultura e dell’arte perché è solo in questo modo che queste realtà possono vincere le loro battaglie ed andare avanti. Il Teatro 99 Posti sarebbe stato abbandonato al suo destino, senza la passione e il sostegno di coloro che ancora ci credono.”
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