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IL SINDACO DI ATRIPALDA LIQUIDA LA VICENDA TELECAMERE: “PAGHIAMO LA SANZIONE, E ANDIAMO AVANTI”

IL SINDACO DI ATRIPALDA LIQUIDA LA VICENDA TELECAMERE: “PAGHIAMO LA SANZIONE, E ANDIAMO AVANTI”
Il profilo basso, abituale per il personaggio, tenuto dal sindaco G. Spagnuolo in merito alla inquietante vicenda delle telecamere abusive installate all'interno della sede municipale ad Atripalda presenta qualcosa di stonato, irritante e arrogante al tempo stesso. “Paghiamo la sanzione, e andiamo avanti”, questo, nella sostanza, il suo messaggio dopo la sanzione irrogata dall'Ispettorato del Lavoro al comandante della Polizia Municipale Giannetta per violazione degli obblighi di comunicazione alle rappresentanze sindacali (il cui silenzio sulla vicenda appare in verità alquanto stupefacente). Così, come se si trattasse di una multa per divieto di sosta.
Il fatto che i dipendenti siano stati posti nella condizione di essere osservati a loro insaputa; il fatto che si sia causato un ulteriore danno d'immagine a un Ente, il Comune di Atripalda, già nell'occhio del ciclone un giorno sì e l'altro no per i motivi più disparati; il fatto che il comandante dei vigili sia stato sanzionato per una condotta che fino a qualche anno or sono costituiva reato e che solo lo sciagurato “Jobs Act” (con il quale il governo Renzi ha devastato lo Statuto dei Lavoratori) ha derubricato a infrazione amministrativa: ebbene tutto ciò per l'ineffabile Spagnuolo sembra essere solo un insieme di quisquilie e pinzellacchere, per dirla con Totò; acqua che scorre sulla corazza di un'amministrazione ormai avvezza a tutto, una “perla” in più da aggiungere a una già ricca e variegata collezione. Il potere assume spesso in Italia configurazioni opache, appare sovente arroccato su se stesso, talvolta perfino omertoso.
Con l'amministrazione di G. Spagnuolo si compie un piccolo salto di qualità di segno negativo, la metamorfosi di un organismo impermeabile e arcano al proprio interno (come dimostra la vicenda della mancata pubblicazione della situazione patrimoniale degli amministratori) ma che invece si fa occhiuto e pervasivo nei confronti dei suoi stessi cittadini, collocando o progettando di collocare telecamere a presidio del “Palazzo”, in preda a una sindrome dell'assedio un po' paranoica. “La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini”, ha affermato una volta Leonardo Sciascia. Noi ci permettiamo di aggiungere alla riflessione del grande scrittore che deve essere un potere davvero insicuro e fragile quello che, per conservare se stesso, punta sull'insicurezza dei governati.
 
Luigi Caputo Partito della Rifondazione Comunista Atripalda Com. Politico Prov. Federazione PRC Avellino
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