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ATRIPALDA - IL CASO URCIUOLI SI APRE ADESSO.

L'Assessora Urciuoli non finisce mai di stupire: dopo aver fatto fuoco e fiamme per mantenere il doppio incarico al Comune di Atripalda e nell’Organismo di Valutazione dell'Azienda Ospedaliera di Avellino, nei giorni scorsi ha comunicato di aver rinunciato, fin dall’11 luglio, al secondo. E ciò non già riconoscendo l'esistenza di un'obiettiva incompatibilità tra di essi, cosa che le era stata contestata da più parti, ma rivendicando la correttezza e limpidezza assoluta del proprio operato.
Tutto ciò in nome di una non meglio precisata esigenza di dare un “segnale di distensione”. Non risulta, in verità, che ad Atripalda sia in atto una guerra, e in ogni caso, se così fosse, la dottoressa Urciuoli sarebbe stata in prima fila ad alimentarla, con dichiarazioni incendiarie, fantomatiche autosospensioni, minacce di querela e avvertimenti obliqui resi a profusione in questi mesi.
Se la sua condotta è stata così irreprensibile e di liliale purezza, se inoltre la sua posizione, suffragata da autorevoli pareri pro veritate, era così granitica e inattaccabile, perché infine ha gettato la spugna?
E se le dimissioni risalgono a luglio, perché – mistero dei misteri – nell’ultimo Consiglio comunale di settembre non ne ha fatto menzione, lasciando che andasse in scena uno scontro, a tratti, al calor bianco per una questione a quel punto superata per cessazione della materia del contendere?
E quale parte in commedia hanno avuto il sindaco e i consiglieri di maggioranza, impegnati in una discussione che, vista a posteriori, non può non apparire surreale? Davvero, Urciuoli pensa che l'opinione pubblica di Atripalda sia popolata da sprovveduti? Infine, una domanda anche al gruppo di minoranza: perché, dopo aver sollevato meritoriamente il caso, si è astenuto dal sottoporre al voto dell’assemblea cittadina la questione dell’intervenuta incompatibilità di Urciuoli, il che avrebbe obbligato ogni singolo consigliere ad assumersi sotto ogni profilo la responsabilità delle proprie decisioni? Che il problema dell’incompatibilità abbia messo in difficoltà l'amministrazione targata Spagnuolo Geppino, già logorata da altre situazioni imbarazzanti e privata di alcuni elementi-chiave, è sotto gli occhi di tutti. Nulla di più probabile, dunque, che ciò abbia infine indotto qualcuno, non necessariamente ad Atripalda, diciamo pure qualche deus ex machina artefice della candidatura dell’assessora alla trasparenza, ad intervenire nei suoi confronti, sia pur tardivamente, viste le anomalie comunque prodottesi allo svolgimento dell'attività amministrativa dell’Ente, fino a quando si è protratta l’incompatibilità.
Suvvia, non scherziamo. Le dimissioni di Urciuoli dal “Moscati” alimentano forse ancora più interrogativi di quanti non ne dissolvano. Non è azzardato affermare, pertanto che il caso Urciuoli comincia adesso.
 
            Luigi Caputo Partito della Rifondazione Comunista 
Atripalda Comitato Politico Provinciale PRC – Federazione Avellino
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